Con tutto il rispetto

11 dicembre 2007 { 42 Commenti }

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Franco Marini ha detto che parlare dell’espulsione della Binetti dal partito sarebbe “inadeguato” e “ridicolo”. Con tutto il rispetto per il Presidente del Senato, non sono per niente d’accordo.

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I commenti a "Con tutto il rispetto"

  1. giovanni scrive:

    Sottoscrivo!

  2. giovanni scrive:

    Sottoscrivo!

  3. Gianni scrive:

    Lo dico anch’io, anche se non sono Marini: parlare di espulsioni (non solo della Binetti, eh) dal partito democratico e’ inadeguato e ridicolo. Aggiungo che e’ vecchio, che puzza un po’ di stalinismo, di partito novecentesco e di ideologia. Ossia di tutte le ragioni per il superamento delle quali e’ nato il PD.
    Nessuno chiede la espulsione di Hillary Clinton dal PD americano per avere votato a favore della guerra in Iraq, ne’ di Bill per essere a favore della pena di morte. Il settarismo e’ una brutta bestia, caro Ivan, e questa tua posizione mi delude un po': mi chiedo se non sia il caso di espellerti dal partito. :)

  4. Alberto scrive:

    Vorrei proprio sapere come fanno a convivere queste posizioni opposte nello stesso partito.

  5. Piero Filotico scrive:

    Io la metterei giù semplicemente così:
    – Art. 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
    – Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
    È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

    – Art. 7. Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
    I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
    Ecco, io vorrei che il segretario del PD chiedesse alla senatrice, ai suoi amici e ai suoi difensori (tra cui almeno due ministri del governo) se, come parlamentari della repubblica, riconoscono, intendono rispettare ed essere fedeli a quanto precede.
    Non per nulla, ma stiamo parlando della Costituzione della Repubblica Italiana.

  6. giacomo scrive:

    forse dovremmo far fare degli esami sulla conoscenza delle Costituzione italiana ai ministri. Un po’ come succede per i Commissari europei con i trattati dell’UE

  7. Mark scrive:

    Gianni, le cose in realtà sono parecchio più semplici e le ha delineate con charezza Scalfari in un suo recente fondo.
    La Costituzione italiana prescrive in modo esplicito che non vi possano essere discriminazioni nei confronti dei cittadini, eguali di fronte alla legge indipendentemente dall’età, dal sesso, dalla religione. Perciò parlare, o peggio ancora legiferare, discriminando gli omosessuali è un atteggiamento anticostituzionale.
    L’emendamento inserito nel decreto in questione tende a dare attuazione con legge ordinaria ad un principio essenziale stabilito dalla Costituzione. La senatrice Binetti contesta la stesura di quell’emendamento (che può essere modificato) o contesta il principio sancito in Costituzione? Nel primo caso è giusto che operi per emendare l’emendamento; nel secondo è doveroso che si dimetta dal Partito democratico che tutti può ospitare salvo chi anteponga i suoi principi a quelli della Costituzione.
    Quindi, espulsione no: sono d’accordo. Dimissioni sì: sarebbero coerenti e soprattutto di buon gusto. E mentre si dimette, sarebbe anche carino ci dicesse una volta per tutte se è vero che una rappresentante eletta della Repubblica Italiana ha ricevuto una telefonata da monsignor Betori, Segretario della Conferenza Episcopale, che la invitava a votare contro. Tratasi di violazione delle norme concordatarie, amche se capisco che di questi tempi se ne catafottono elegantemente, del concordato.

  8. Gianni scrive:

    Mark, non hai bisogno di convincermi che le posizioni della Binetti siano sbagliate. Ma non e’ di quello che mi sto occupando, bensi’ di come si dovrebbe svolgere il dibattito e il confronto all’ interno del mio partito.
    Penso che un partito che vuole governare ed amministrare una societa’ complessa si debba fare carico di questa complessita’ sul piano politico anche al proprio interno. Se con la Binetti si condivide un percorso politico sulla maggioranza dei temi, allora bisogna essere capaci di trovare una sintesi anche sui punti di divergenza. In gioco non e’ la gestione della Binetti, che e’ un dettaglio, ma la nostra capacita’ di governo. Si puo’ anche espellere la Binetti dal partito, ma non si possono espellere lei e quelli che la pensano come lei dalla societa’.
    Per questo sono colpito dall’ infantilismo di chi invoca provvedimenti disciplinari come fossero uno strumento politico (oggi per la Binetti, ma sono certo che l’ altroieri qualcuno sia stato tentato di farlo anche per d’ Alema, a giudicare dai toni di certi blog). Mi sembra la rinuncia a fare politica, forse ispirata dalla percezione di una inadeguatezza. Il vecchio che avanza, insomma.

  9. carcamanno scrive:

    Per le prossime candidature ci saranno le primarie? Dopo le primarie ci saranno, si spera, elezioni con l’indicazione della preferenza?
    Se la Binetti non passa i due “sbarraramenti” rimarra’ in minoranza non eletta nel PD o se ne andra’.
    Se li passa avra’ diritto di stare nel PD (a meno che si dica chiaramente nello statuto, che per ora non c’e’, che non ci possa stare a prescindere).
    Il fatto e’ che in paesi seri uno che vota la fiducia contro il proprio governo se ne dovrebbe andare da solo. E una che fa dichiarazioni del genere, in generale, dovrebbe vergognarsi.
    Sul fatto della costituzione, fosse cosi’ semplice e chiato che quel testo andrebbe approvato non capisco perche’ si perda tutto sto tempo e, ped di piu’, votando un rifermiento alla legge sbagliato. Si vede che non e’ proprio cosi’ cristallina la cosa.

  10. carcamanno scrive:

    Per le prossime candidature ci saranno le primarie? Dopo le primarie ci saranno, si spera, elezioni con l’indicazione della preferenza?
    Se la Binetti non passa i due “sbarraramenti” rimarra’ in minoranza non eletta nel PD o se ne andra’.
    Se li passa avra’ diritto di stare nel PD (a meno che si dica chiaramente nello statuto, che per ora non c’e’, che non ci possa stare a prescindere).
    Il fatto e’ che in paesi seri uno che vota la fiducia contro il proprio governo se ne dovrebbe andare da solo. E una che fa dichiarazioni del genere, in generale, dovrebbe vergognarsi.
    Sul fatto della costituzione, fosse cosi’ semplice e chiato che quel testo andrebbe approvato non capisco perche’ si perda tutto sto tempo e, ped di piu’, votando un rifermiento alla legge sbagliato. Si vede che non e’ proprio cosi’ cristallina la cosa.

  11. Lorenzo scrive:

    sono d’accordo con Carcamanno sul fatto che la BInetti si sta comportando in modo contrario all’etica pubblica.
    I comportamenti immorali dei nostri politici, tra cui questo della Binetti che spregia la Costituzione e cerca di ricattare un governo che pure ha votato, sono alla fonte delle varie proteste, altrettanto immorali e illegali, che paralizzano questo paese: tassisti, camionisti, pendolari organizzati, ecc. si permettono di bloccare illegalmente la Capitale, le strade, le ferrovie del Paese senza che siano non dico penalizzati, ma spesso si trovano pure con un bel tornaconto.
    Non è così che si amministra lo Stato. Governo e opposizione dovrebbero concordare nel non appoggiare mai proteste illegali, neanche se partono dalla propria base elettorale.
    L’esempio della Binetti (solo l’ultimo di una lunga serie) è un modello di spregio dell’etica pubblica che speravo sarebbe stato cancellato dal nuovo partito. Ma il PD non è servito neanche a questo.

  12. ciriolina scrive:

    La signora Binetti non ha votato contro un emendamento, ha votato contro il governo che aveva posto la fiducia. Dobbiamo ringraziare Massimo D’Alema se il governo ancora è in piedi, perché è grazie ai suoi contatti con Cossiga e Divella che Prodi è ancora in sella. Di cosa stiamo parlando ? Una eletta nelle liste della Margherita, che aderisce al gruppo presieduto dalla Finocchiaro e che poi vota contro il Governo, dovrebbe presentare le proprie dimissioni da parlamentare e basta. Di fatto è fuori dal partito, non va espilsa, ne è già fuori. Non va invitata alle riunioni di partito, dei senatori e quant’altro, in attesa delle dimissioni.

  13. Michel scrive:

    E noi stiamo trattando (su un solo e circostanziato argomento, mi auguro) con uno che è indagato per aver cercato di comprarsi i senatori singolarmente, con promesse politiche ed economiche, nel tentativo di far cadere il governo. Aggiungiamo questo modo Veltroniano che mi spaventa alle esternazioni di D’Alema e ai comportamenti della Binetti e mi viene da chiedermi: ma io troverò qualcuno per cui votare? (la cosa rossa no, lo escludo)

  14. Michel scrive:

    E noi stiamo trattando (su un solo e circostanziato argomento, mi auguro) con uno che è indagato per aver cercato di comprarsi i senatori singolarmente, con promesse politiche ed economiche, nel tentativo di far cadere il governo. Aggiungiamo questo modo Veltroniano che mi spaventa alle esternazioni di D’Alema e ai comportamenti della Binetti e mi viene da chiedermi: ma io troverò qualcuno per cui votare? (la cosa rossa no, lo escludo)

  15. G.V. scrive:

    Marini si sente gia’ primo ministro del governo tecnico post Prodi..

  16. LBU40 Ale scrive:

    Infatti,
    il discorso è che l’elettore del Pd sta cercando con la propria barchetta personale di non prendere degli scoglietti nel grande fiume PD quando di fronte gli si stanno aprendo le cascate del Niagara?!!
    Ma come si fa ad avere il coraggio di presentarsi come il “nuovo” e contemporaneamente trattare con un personaggio a cui continuano a smascherare (vedi carte scritte con de gregorio) atti certificati di corruzione???
    Io mi chiedo, Ivan si dice in disaccordo… ma a quando una verifica dello statuto nel PD per decidere se ci sono le condizioni per rimanerci o meno?
    Molti dicono è ancora presto… ma l’accelerazione e la velocità di metastasi all’interno di questo nuovo partito non le stanno certo provocando dall’esterno! Sta esplodendo autonomamente ad una velocità che dovrebbe far riflettere ancor più velocemente e chiedersi se non sia il caso di correre ai ripari.
    Mah…
    Ale

  17. Marta D'Agostino Tortorella scrive:

    Petizione
    PETIZIONE
    Al segretario del Partito Democratico Walter Veltroni
    I sottoscritti, candidati, eletti, elettori alle Primarie del 14 novembre, dopo il voto con cui la senatrice Paola Binetti ha negato la fiducia al Governo facendo venir meno la fatidica soglia dei 158 voti, ritenuta indispensabile dal Presidente della Repubblica per l’esistenza della maggioranza di centrosinistra,
    ti chiedono di accertare in forma pubblica se la senatrice Paola Binetti contesta la mera stesura dell’emendamento cui ha negato il voto o contesta il principio antidiscriminazione sancito nella Costituzione.
    Inoltre, estremamente preoccupati -soprattutto dopo le sorprendenti dichiarazioni alla stampa della stessa Binetti e del Ministro Fioroni- per la tenuta dei principi irrinunciabili di laicità del Partito Democratico;
    ti chiedono se non ritieni di rompere autorevolmente il silenzio che ha protetto fin qui il “caso-Binetti”.
    seguono le firme:
    ……………………..
    se mi scrivete una mail (martortorella@tiscali.it vi aggiungo.
    Un caro saluto a tutti
    Marta

  18. Marta D'Agostino Tortorella scrive:

    Petizione
    PETIZIONE
    Al segretario del Partito Democratico Walter Veltroni
    I sottoscritti, candidati, eletti, elettori alle Primarie del 14 novembre, dopo il voto con cui la senatrice Paola Binetti ha negato la fiducia al Governo facendo venir meno la fatidica soglia dei 158 voti, ritenuta indispensabile dal Presidente della Repubblica per l’esistenza della maggioranza di centrosinistra,
    ti chiedono di accertare in forma pubblica se la senatrice Paola Binetti contesta la mera stesura dell’emendamento cui ha negato il voto o contesta il principio antidiscriminazione sancito nella Costituzione.
    Inoltre, estremamente preoccupati -soprattutto dopo le sorprendenti dichiarazioni alla stampa della stessa Binetti e del Ministro Fioroni- per la tenuta dei principi irrinunciabili di laicità del Partito Democratico;
    ti chiedono se non ritieni di rompere autorevolmente il silenzio che ha protetto fin qui il “caso-Binetti”.
    seguono le firme:
    ……………………..
    se mi scrivete una mail (martortorella@tiscali.it vi aggiungo.
    Un caro saluto a tutti
    Marta

  19. Marta D'Agostino Tortorella scrive:

    Petizione
    PETIZIONE
    Al segretario del Partito Democratico Walter Veltroni
    I sottoscritti, candidati, eletti, elettori alle Primarie del 14 novembre, dopo il voto con cui la senatrice Paola Binetti ha negato la fiducia al Governo facendo venir meno la fatidica soglia dei 158 voti, ritenuta indispensabile dal Presidente della Repubblica per l’esistenza della maggioranza di centrosinistra,
    ti chiedono di accertare in forma pubblica se la senatrice Paola Binetti contesta la mera stesura dell’emendamento cui ha negato il voto o contesta il principio antidiscriminazione sancito nella Costituzione.
    Inoltre, estremamente preoccupati -soprattutto dopo le sorprendenti dichiarazioni alla stampa della stessa Binetti e del Ministro Fioroni- per la tenuta dei principi irrinunciabili di laicità del Partito Democratico;
    ti chiedono se non ritieni di rompere autorevolmente il silenzio che ha protetto fin qui il “caso-Binetti”.
    seguono le firme:
    ……………………..
    se mi scrivete una mail (martortorella@tiscali.it vi aggiungo.
    Un caro saluto a tutti
    Marta

  20. Marta D'Agostino Tortorella scrive:

    Petizione
    PETIZIONE
    Al segretario del Partito Democratico Walter Veltroni
    I sottoscritti, candidati, eletti, elettori alle Primarie del 14 novembre, dopo il voto con cui la senatrice Paola Binetti ha negato la fiducia al Governo facendo venir meno la fatidica soglia dei 158 voti, ritenuta indispensabile dal Presidente della Repubblica per l’esistenza della maggioranza di centrosinistra,
    ti chiedono di accertare in forma pubblica se la senatrice Paola Binetti contesta la mera stesura dell’emendamento cui ha negato il voto o contesta il principio antidiscriminazione sancito nella Costituzione.
    Inoltre, estremamente preoccupati -soprattutto dopo le sorprendenti dichiarazioni alla stampa della stessa Binetti e del Ministro Fioroni- per la tenuta dei principi irrinunciabili di laicità del Partito Democratico;
    ti chiedono se non ritieni di rompere autorevolmente il silenzio che ha protetto fin qui il “caso-Binetti”.
    seguono le firme:
    ……………………..
    se mi scrivete una mail (martortorella@tiscali.it vi aggiungo.
    Un caro saluto a tutti
    Marta

  21. Ivanu’, diciamo che siete d’accordo su tutto, voi del PD, purche’ non si parli di politica.
    (non e’ mia, e’ di Cuore, riferita all’allora neonato Pds di Occhetto…)

  22. LBU40 Ale scrive:

    Bene,
    notizia fresca del TG che berlusconi minaccia il dialogo sulle riforme per questo scandalo sulle intercettazioni della procura di Napoli.
    A questo punto il messaggio mi sembra chiaro caro Walter… Ricatto o non ricatto?
    E la famosa nuove stagione della moralizzazione in politica dove va a finire, sempre caro Walter?
    la battuta di Cuore citata da Anelli varrà anche per il discorso sul dialogo istituzionale?
    Parlare e discutere va sempre bene… però qualcuno dovrà prima o poi rispondere a questi dubbi, o no? La rabbia della gente verso la politica sta tutto qua, credo. Mai risposte.

  23. Filippo l'altro scrive:

    @ Gianni: per me non è in discussione il fatto che nel PD vi deva essee diversità idee. In questo caso delle idee cattoclericali, clericofascsite, laiche, laiciste ecc. me ne frega poco.
    La cosa grave è che la Binetti stava per affossare un governo, e tradendo un patto concluso con gli elettori.
    Tu dici degli USA. Ma se in UK inizi a fare il francotiratore ti cacciano via (e sopratutto l’opposizione non ti prende nelle sue file). i traditori son traditori. Punto.

  24. Filippo l'altro scrive:

    @ Gianni: per me non è in discussione il fatto che nel PD vi deva essee diversità idee. In questo caso delle idee cattoclericali, clericofascsite, laiche, laiciste ecc. me ne frega poco.
    La cosa grave è che la Binetti stava per affossare un governo, e tradendo un patto concluso con gli elettori.
    Tu dici degli USA. Ma se in UK inizi a fare il francotiratore ti cacciano via (e sopratutto l’opposizione non ti prende nelle sue file). i traditori son traditori. Punto.

  25. Filippo l'altro scrive:

    @ Gianni: per me non è in discussione il fatto che nel PD vi deva essee diversità idee. In questo caso delle idee cattoclericali, clericofascsite, laiche, laiciste ecc. me ne frega poco.
    La cosa grave è che la Binetti stava per affossare un governo, e tradendo un patto concluso con gli elettori.
    Tu dici degli USA. Ma se in UK inizi a fare il francotiratore ti cacciano via (e sopratutto l’opposizione non ti prende nelle sue file). i traditori son traditori. Punto.

  26. Filippo l'altro scrive:

    @ Gianni: per me non è in discussione il fatto che nel PD vi deva essee diversità idee. In questo caso delle idee cattoclericali, clericofascsite, laiche, laiciste ecc. me ne frega poco.
    La cosa grave è che la Binetti stava per affossare un governo, e tradendo un patto concluso con gli elettori.
    Tu dici degli USA. Ma se in UK inizi a fare il francotiratore ti cacciano via (e sopratutto l’opposizione non ti prende nelle sue file). i traditori son traditori. Punto.

  27. Paolo Colonna scrive:

    Appena letto su GayNews.it: da Veltroni-Finocchiaro no sanzioni a Binetti. Bene: tenetevela.
    Quindi alla prossima norma civile da approvare che riguarda gli omosessuali ci dobbiamo aspettare che la signora continui imperterrita a “seguire la sua coscienza” e a metterci i bastoni fra le ruote?
    Mi dispiace Ivan, ma penso che con lei il PD si sia giocato l’appoggio dell’elettorato gay. O almeno di quelli di noi che non sono masochisti.

  28. Gianni scrive:

    Filippo, in UK ci sono stati parlamentari laburisti che hanno votato contro la guerra in Irak, ai quali nessuno ha chiesto di andarsene e che nessuno ha chiamato traditori (nonostante il topic di quel voto richiamasse questa aggettivazione con particolare coerenza, in effetti). Non a caso si parla in quel caso di una democrazia matura e di un partito riformista moderno.
    Ti confesso che io stesso avrei votato contro il pacchetto sicurezza. Avrei votato contro non con le motivazioni della Binetti, ma perche’ ritengo che sia discriminatorio verso gli stranieri comunitari residenti in Italia, oltre che sommamente inefficacie.
    [Ti confesso anche che sono rimasto molto sorpreso di non aver letto alcun commento sulle parole di Veltroni ("..i romeni sono una etnia che genera problemi..") nei blog che in questi giorni fanno tale sfoggio di scandalo per la Binetti. Mi rendo conto che ciascuno abbia le proprie legittime priorita' , ma almeno lasciamo stare l' etica e risparmiamoci le faccine indignate all' ora dell' aperitivo.]
    Avrei votato contro senza sentirmi un traditore. Idee diverse in un partito, pero’, sono una ricchezza finche’ si riesce a trovare una sintesi. La ragione dell’ esistenza del PD e’ nella ricerca di questa sintesi. Non e’ obbligatorio aderire al PD: ma chi vi aderisce dovrebbe essere consapevole che e’ questa la missione di questo partito.
    Espellere la Binetti non rende migliore la vita degli omosessuali in Italia. Se non riusciamo a trovare un accordo con lei, sicuramente non lo troviamo con chi e’ alla sua destra, ossia con la maggioranza degli italiani. Ossia, se non troviamo quella sintesi, non miglioriamo la vita di nessuno. It’s as simple as that.

  29. Alessandro scrive:

    La dott.ssa Binetti è un membro della politica sanitaria della chiesa cattolica, esercitata attraverso la sanità privata. Ora, la sanità privata in mano a enti ecclesiastici produce molto e bene, in Italia. Ne consegue che i suoi membri hanno grosso peso. Da cui il peso della Binetti. La Binetti ha molto più peso politico di Turigliatto, da questo punto di vista. Non conta che sia sola, perché lo è solo apparentemente.
    Personalmente, penso che la Binetti soffra di un grave disturbo della personalità, che la spinge a dichiarazioni fiammeggianti contrapposte a comportamenti cauti. Preferirei che fosse allontanata da ogni carica di potere. Nondimeno, vorrei che gli antagonisti politici della Binetti (vedi Mussi e/o forse qualcuno dentro il PD) la smettessero con gli attacchi ad personam e cominciassero a decostruirne l’influenza politica, fino a renderla minima o nulla, nel tempo.
    Perché invece c’è tanta improvvisazione? I can’t stand Mussi.

  30. Gianni scrive:

    Chiedo scusa per la logorrea, ma lo cito perche’ e’ accaduto un fatto storico che si inserisce nel nostro dibattito: oggi il parlamento svizzero ha rimpiazzato un ministro “estremista” con uno (una) piu’ moderato. Hanno votato a favore della sostituzione anche molti parlamentari del partito dei ministro trombato, senza che si levassero urla di condanna o accuse di tradimento.
    Lasciamo la disciplina di partito alle cose del novecento delle quali non si sente piu’ la necessita. Lo dice uno che viene da quella storia, e che immaginava che per molti di voi divesse essere molto piu’ facile farlo. Sentire orgogliosi membri della societa’ civile (“non ho mai avuto una tessera di partito in tasca”) argomentare come funzionari del “partito fratello polacco” e’ francamente un po’ scoraggiante.

  31. piergiorgio scrive:

    Oddio, pur con tutta l’elasticità, una minima disciplina di partito ci dovrà pur essere se si vuole portare avanti un’azione di governo, se no se tutti potessero farsi semplicemente i cacchi loro…un partito diventerebbe solo un mezzo per arrivare in un posto di potere e poi fare la propria politica personale, un traghetto insomma.
    Comunque lascio stare l’inutile polemica sulla (impossibile di fatto) espulsione della Binetti. Anzi comincio a scocciarmi del fatto che ci si riferisca sempre solo a lei; non perchè non se lo meriti, ma perchè concentrandosi su un singolo individuo, come se fosse un suo problema personale, si rischia di non accorgersi di chi c’è dietro e accanto a quell’individuo. Il voto della Binetti è l’espressione non solo della sua posizione personale, ma di una pianificazione con gli altri teodem. Dovevano far arrrivare al governo forte e chiaro il diktat di oltretevere, ma senza farlo cadere; fatti i calcoli, hanno deciso che doveva votare no solo uno (quanto bastava per mandare il segnale) e hanno scelto di affidare la parte della “cattiva” alla Binetti, mentre gli altri hanno votato si per tenere in piedi la baracca. Ma è stato solo un avvertimento: se il governo volesse insistere nella sua giusta posizione voterebbero no tutti quanti. Inoltre non credo che i teodem “ufficiali” ,dicamo così, siano gli unici ad avere certe posizioni all’interno del partito: loro sono solo quelli che si espongno di più, ma credo godano di simpatie più larghe, come si vede anche dalle dichiarazioni di questi giorni.
    Quindi lasciamo perdere la Binetti e parliamo di politica. La famosa “sintesi”. Mi permetto di autocitarmi (dal blog de Imille): ” siamo per superare gli steccati ideologici e di schieramento del novecento, bene, MA una qualche idea ce l’avremo o no? siamo democratici, siamo inclusivi, siamo per la fusion in cucina come in politica, bene, bene, MA ci sarà pure un limite anche alla sintetizzabilità delle culture, o no? Tutto può andar d’accordo con tutto? La sintesi è sempre possibile “a prescindere”? Non prendiamoci in giro: questa storiella della sintesi sta diventando,di fatto nonchè agli occhi dell’opinione pubblica, non un metodo di risoluzione delle questioni sul tappeto, ma una semplice scusa per insabbiarle, rimandarle, eluderle. Per cacciarle SOTTO il tappeto. “Sintesi” nel pd è già sinonimo di “ambiguità”. Inoltre non ci si può nascondere che quando si invoca una “sintesi” che si sa impossibile, in realtà a vincere è la conservazione: dunque una posizione fintamente equilibrata, in realtà a favore dello status quo”.
    Dice Gianni: ma se non riusciamo a trovare una sintesi con la Binetti, come faremo con la popolazione italiana che è più a destra di lei?
    Ecco questo è proprio il punto fondamentale: la paura. I leader del centro-sinistra (e non solo loro, i politici italiani in genere) consumano le loro energie negli estenuanti, umilianti ,e di fatto fallimentari, tentativi di compromesso con i presunti “rappresentanti”, invece di preoccuparsi di parlare ai rappresentati. Perchè hanno paura. Paura di parlare alla gente, paura di proporre idee, valori, visioni della società, paura di non essere più in grado di convincere il loro elettorato. E così facendo, infatti, non lo saranno più. Essi non cercano più di creare un loro consenso intorno a propri progetti, agendo nella e sulla società, ma danno per scontato che ci siano già dei “padroni” o, se preferite, dei “gestori” del consenso di determinati gruppi sociali, visti come gruppi statici, inalterabili, e pensano semplicemente di potersela cavare “contrattando” con quei gestori.
    Ma una politica che vede la società come qualcosa di dato, di fisso, e non come qualcosa su cui incidere, è già morta.
    La politica italiana è debole, lo sappiamo bene, per tanti motivi che non è il caso di rivangare qui. Ma il guaio di questa classe politica imbelle è che essa, non solo è perfettamente consapevole della propria debolezza (il che, in quanto atto di realismo, sarebbe anche un bene di per sé) ma è anche pigramente rassegnata a questo ruolo.
    Sto diventando troppo lungo perciò taglio. Mi limito a due domande:
    1) Io non credo che sia proprio vero come dice Gianni che la maggior parte degli italiani sia più a destra della Binetti (perlomeno se la parola “destra” ,in questo caso, si riferisce alle idee conservatrici in fatto di bio-etica, di etica sociale ecc.: basta vedere tutte le statistiche, anche quelle di ieri, sui comportamenti reali degli italiani). Però, dico, se fosse vero questo, allora come pensi, Gianni, che sia possibile fare una politca di sinistra (ammodernata quanto vuoi) in un paese così?
    Se è vero che quello è il pensiero degli italiani non basteranno certo gli accordi di palazzo con la Binetti o con quattro teodem a consentire di portare avanti un progetto politico. E se tu pensi che gli italiani sono così e basta, e non si possono cambiare, non si può far niente sulla loro mentalità, allora come puoi pensare di imporgli dall’alto “sintesi” normative, contrattate con chicchessia: saranno sempre rigettate.
    2) Se negli anni settanta i politici avessero pensato che il mondo cattolico era qualcosa di inamovibile, ligio alle direttive delle gerargchie ecclesiastiche, avremmo mai potuto avere una legge sul divorzio e sull’aborto?

  32. Gianni scrive:

    Caro Piergiorgio, ho gia’ parlato troppo, ma visto che mi rivolgi delle domande dirette non mi posso sottrarre. Provo a essere schematico anche io.
    1) Io penso che esista nella societa’ italiana una egemonia dei valori di destra, intesi come valori di conservazione sia su aspetti etici, che sociali che culturali. La sinistra e’ una minoranza numerica elettorale nel paese, abbiamo perso da pochi mesi un referendum su un tema strettamente etico, e’ assente una percezione diffusa del bene comune e collettivo. Alle volte non e’ del tutto errato introdurre elementi di realta’ nella propria analisi.
    2) Nonostante questa egemonia di destra, la politica di sinistra, in Italia, la si sta gia’ facendo. Sui temi della pace, dei diritti, della cittadinanza, della redistribuzione e del welfare (che non mi sembrano meno “etici” di altri) mi sembra si stia andando molto bene. Anche con il voto determinante della traditrice Binetti, vorrei aggiungere.
    3) L’evoluzione dall’ Ulivo al PD consiste proprio in questo: portare la sintesi nella societa’ anziche lasciarla ai vertici dei partiti. Altrimenti che senso ha stare nello stesso partito? Sarebbe bastata qualche riunione tra Rutelli e Fassino.
    Quindi nessuno pensa di fare accordi di palazzo da calare verso il basso. Anzi, il progetto del PD nasce proprio per il motivo opposto: per cambiare la societa’ e i suoi cittadini. Operazione piu’ complessa di un voto al senato.
    4) Di conseguenza, nessuno pensa che il mondo cattolico sia inamovibile, cosi’ come non lo si pensava negli anni settanta. Anzi, e’ stato proprio grazie a questa consapevolezza e alla azione nella societa’ di intellettuali come Pietro Scoppola che il mondo cattolico si e’ mosso: e solo grazie a questo movimento si sono avuti il divorzio e l’ aborto. Allora la sintesi avveniva sul piano della lotta sociale, oggi attraverso la struttura politica del partito democratico. Mi sembra questo il punto centrale.

  33. piergiorgio scrive:

    Hehehe si, pure io parlo decisamente troppo. Spero che Scalfarotto sia indulgente…Sicuramente avremo modo di tornare su questi temi (ahimè). Cmq:
    1) Fondamentalmente penso tu abbia ragione sulla diffusa scarsa percezione del senso della collettività. L’individualismo italiano però, sui temi cosiddetti etici, ha ricadute un pò più complesse e ambigue, non riducibili allo schema destra/sinistra. Ricordiamoci che anche nel referendum, indubbia grande vittoria del fondamentalismo cattolico, tale vittoria è stata ottenuta con la tecnica dell’astensione che somma i “supporter” agli indifferenti ( sui votanti, i si stravinsero).
    Cmq il punto non è questo. Il punto è: se davvero c’è una maggioranza di gente ostile a certe idee, valori, principi (e alle conseguenti scelte politiche derivanti da quelli) che noi riteniamo giusti, la cosa da fare non è cercare il “compromesso” con la Binetti o chi per lei, presunti “mediatori” del consenso; bensì rimboccarsi le maniche per parlare direttamente a quella gente e cercare di convincerne almeno una parte, non lasciandola senza la nostra voce, in balia di una sola, martellante campana.
    2) Sugli altri temi politici, importanti o meno, non entro in quanto OT. Qua ci si occupava di una certo problema e io mi limito a quello. Cmq se il senso voleva essere (spero di no) un’allusione al “benaltrismo” (= ci sono tante altre belle cose che si possono fare con la Binetti e quelli come lei, perciò su queste cose qua occorre lasciar perdere…) come elettore ne prendo atto, come cittadino preoccupato di politica e anche della sorte del pd dico: attenti, perchè i temi della laicità, dei diritti civili, quelli bio-etici sono fondamentali, e investono la concezione stessa dello Stato, della politica, dei rapporti Stato-cittadini, delle condizioni della vita associata.
    3) e 4) E no. Appunto. Il pd dovrebbe farlo. Ma vicende come questa (e tante altre) dimostrano che, nei fatti, non lo fa. E fa invece quello che dico io: ricerca l’interlocuzione con pezzi dell’establishment (cattolico per es.) non con la società. Soprattuto rinuncia a portare e a difendere certi valori nella società, proprio per non turbare le “manovre” di avvicinamento a quegli intransigenti pezzi di elite, e così facendo si scava la fossa. Ora dici che bisogna cambiare la società, ma sopra hai detto che bisogna trovare l’accordo con la Binetti (= lei e i pezzi di elite di cui è referente). Sono due cose molto diverse.
    Guardate, oggi certi leader di sinistra sono talmente pavidi, vergnosi della loro formazione culturale-ideale, che tocca citare uno come Follini. Sentite cosa ha dichiarato al Riformista: “Non ho condiviso il voto di Paola Binetti sulla fiducia al governo. Tantomeno condivido la proposta, invero un po’ caporalesca, di espellerla dal Pd. Aggiungo, da cattolico, che ritengo del tutto ragionevole quella norma contro l’omofobia. Non vedo nessun contrasto tra quel trattato e la fede…” Ecco, ci voleva tanto? La norma è giusta, la Binetti sbaglia. Questo devono dire i leader (spiegandolo naturalmente agli elettori). Non cercare un impossibile “compromesso” con la Binetti (e con chi le ha commissionato quel voto). Avere il coraggio delle proprie scelte, difenderle e dire chiaramente anche alla Binetti (and co.): su questo non possiamo transigere. Anche così (anzi solo così) si forma un partito, plurale si, ma con una sua fisionomia politica, e non un coacervo incoerente in cui semplicemente si giustappongono visioni opposte. Se poi la Binetti vorrà rimanere scelta sua.
    I

  34. Gianni scrive:

    Va bene, ancora questo poi basta, anche se ‘ un tema che mi interessa:
    1) Astensionismo o voto contrario e’ un dettaglio tecnico. Il punto e’ che non esiste nel paese un consenso sulle nostre posizioni. Questo e’ il dato politico. E fare politica partendo dal presupposto che quelli che ti votano contro (o si astengono) lo facciano perche’ non hanno capito e’ un metodo che mi sento di sconsigliare.
    2) Il mio criterio e’ proprio il contrario del benaltrismo. Io ritengo che si debba mantenere una visione e una valutazione complessiva e non episodica del percorso politico, e che una parte non sia rappresentativa dell’ insieme. Anche con la Binetti e con altri si stanno facendo cose positive per l’ Italia. Non tutte quello che voglio io, non tutte quelle che vuole la Binetti, ma si va avanti. E’ questa la sintesi a cui mi riferisco, che alcuni chiamano anche “politica”.
    3) e 4). Rifiuto totalmente la contrapposizione tra rappresentati e rappresentanti. E’ una visione semplicistica e mistificatoria sia della societa’ che della politica.
    4 bis). Follini e’ un dirigente del PD, non uno che passava di li’ per caso. Tra l’ altro, uno che alcuni (tra i quali immagino molti degli autonominati probiviri) non volevano nemmeno che ci entrasse, nel PD. Sempre nel nome della fedelta’ alla linea.

  35. piergiorgio scrive:

    sono contento perchè gratta, gratta vengono fuori le differenze vere di linea politca. Così si pianta di fare melassa, e si caisce meglio.
    Dettaglio tecnico? Sti c…mi verrebbe da dire. Precisa scelta strategica. Vallo a dire a Ruini se era un dettaglio; se lo era non avrebbero scelto quella linea, bensì quella del “no” punto.
    Sul resto ho già detto. Se si parte con la paura delle proprie idee, e se il “dato politico” non è solo il punto di partenza dell’azione, ma il punto di arrivo, ossia lo si vede destinato a rimanere tal quale, non si va da nessuna parte.
    ” E fare politica partendo dal presupposto che quelli che ti votano contro (o si astengono) lo facciano perche’ non hanno capito e’ un metodo che mi sento di sconsigliare”. Piacevole citazione di sapore dalemiano, ma chi l’ha detto? Io con quelli che mi votano contro ci voglio parlare e voglio cercare di costruire un consenso. Avranno capito, sissignore.Ma qualcuno potrà pure cambiare idea, o no? Soprattuto, parlando a loro, parlo a viso aperto a tutti: solo così si può sperare in un cambiamento, se ce n’è bisogno.
    Se d’altra parte non si può cambiare nulla, la soluzione non è certo cercare i compromessi (che non lo sono poi, perchè in realtà il compromesso è impossibile in questi casi) con i dirigenti, i mediatori, gli esponenti ,chiamali come ti pare, i “professionisti” che gestiscono i rapporti con un dato mondo. Non esistono “proprietari” dei consensi: i consensi si creano e si disfano. Però bisogna voler partecipare; se si rinuncia in partenza perchè…c’è il “dato”, “è così e sarà sempre così”, tanto vale chiudere bottega.
    Mistificatoria la differenza fra (presunti, ripeto presunti) rappresentanti e rappresentati? Fondamentale differenza invece. Guarda io sono una prova vivente: fino alle ultime elezioni ho votato i ds, pure ti posso assicurare che non mi sento più ben rappresentato da quel ceto dirigente,e in ogni caso il mio consenso non è controllabile da loro. Bisogna dare anche un pò di fiducia alla gente, e pensare che possa avere più autonomia dai gruppi di interesse o di potere che dicono o paiono controllarne il consenso, di quanto sembri. In ogni caso è l’unica ipotesi che possa fondare una azione politica autonoma e non vassallatica.
    Sul punto 2 deduco che avevo capito bene il sottinteso: per poter fare qualcosina – che ne so- in tema di redistribuzione del reddito, bisogna stare anche con la Binetti , ERGO bisogna rinunciare a tutto sui fondamentali temi etici, perchè quelli, i cattolici (che se ne intendono), dicono che “non sono negoziabili”. Altro che “sintesi”.
    Follini è un dirigente del pd, si. E io, guerda un pò, sono d’accordo con lui e la linea da lui enunciata. Embè mica sono tutti uguali anche nel pd. Certamente stavolta Follini è stato più “coraggioso” (vabbè si guarda che tocca dire ormai in Italia, come se si trattasse della difesa di chissà quali posizioni avanzate…) di molti altri. Resta però l’assordante silenzio di tutti i pesi massimi: D’Alema,Veltroni, Prodi,Fassino ecc. ecc. oppure le dichiarazioni ben diverse come quelle di Rutelli. E resta da vedere come andrà a finire la partita. Io spero che – almeno questa volta – vinca la linea che a questo punto chiamerò folliniana: Binetti (teodem) vi sbagliate, la norma è giusta perchè così e cosà, noi la portiamo avanti punto.

  36. Anellidifumo scrive:

    Bello il manifesto dei valori del PD: la religione deve avere valore pure pubblico. Praticamente se lo scriveva Giovanardi lo faceva più laico.
    Ormai il PD è allo stato merda liquida. Non si riesce a capire come possa farne parte gente laica e moderna, se non nella speranza di un tornaconto personale. Non parliamo poi di persone omosessuali.

  37. Gianni scrive:

    Ha ragione anellidifumo. Propongo una petizione e una raccolta di firme per espellere Veltroni e la Finocchiaro dal PD. E anche d’ Alema, of course. Ivan, dacce er via!

  38. piergiorgio scrive:

    mah…il punto dolente è sempre l’ambiguità.Cosa vuol dire che la religione deve avere “valore” pubblico?. La religione è pubblica; pubblicissima. Poche cose sono più pubbliche in Italia della religione, in particolare cattolica. E non c’è nulla di male naturalmente. E proprio la laicità dello stato che consente a tutti di esprimere pubblicamente le proprie idee e convinzioni personali, comprese tutte le professioni di fede (o di ateismo), nonchè di propagandarle pubblicamente, di esercitarle in forme organizzate ecc. ecc. Se si tratta di questo da un lato è ovvio, nonchè costituzionalmente garantito, dall’altro, non essendo mai stato messo in dubbio o sottoposto a critica da nessuna espressione politica di reale consistenza in Italia, non si vede la necessità di ribadirlo. Ma si tratta davvero di questo? Mah!. Se invece per “valore” pubblico si intende che una religione (in part. quella più diffusa)deve avere il diritto, o, diciamo, può rivendicare legittimamente di poter utilizzare le leggi dello stato, o più in generale la forza coercitivadello Stato, per veicolare proprie convinzioni etiche così rendendole “pubbliche” nel senso di vincolanti per tutti, bè allora è non solo inaccettabile, ma un pericolosissimo attacco alle condizioni stesse del patto sociale quindi della vita associata. Perchè usare sempre slogan? Perchè non si ha o non si vuole avere chiarezza nelle proprie opinioni? Io sono lungo, ma quando si tratta di problemi essenziali non è meglio qualche perifrasi in più per chiarire cosa si intende? Fosse per me ci metterei pure gli esempi…

  39. piergiorgio scrive:

    mah…il punto dolente è sempre l’ambiguità.Cosa vuol dire che la religione deve avere “valore” pubblico?. La religione è pubblica; pubblicissima. Poche cose sono più pubbliche in Italia della religione, in particolare cattolica. E non c’è nulla di male naturalmente. E proprio la laicità dello stato che consente a tutti di esprimere pubblicamente le proprie idee e convinzioni personali, comprese tutte le professioni di fede (o di ateismo), nonchè di propagandarle pubblicamente, di esercitarle in forme organizzate ecc. ecc. Se si tratta di questo da un lato è ovvio, nonchè costituzionalmente garantito, dall’altro, non essendo mai stato messo in dubbio o sottoposto a critica da nessuna espressione politica di reale consistenza in Italia, non si vede la necessità di ribadirlo. Ma si tratta davvero di questo? Mah!. Se invece per “valore” pubblico si intende che una religione (in part. quella più diffusa)deve avere il diritto, o, diciamo, può rivendicare legittimamente di poter utilizzare le leggi dello stato, o più in generale la forza coercitivadello Stato, per veicolare proprie convinzioni etiche così rendendole “pubbliche” nel senso di vincolanti per tutti, bè allora è non solo inaccettabile, ma un pericolosissimo attacco alle condizioni stesse del patto sociale quindi della vita associata. Perchè usare sempre slogan? Perchè non si ha o non si vuole avere chiarezza nelle proprie opinioni? Io sono lungo, ma quando si tratta di problemi essenziali non è meglio qualche perifrasi in più per chiarire cosa si intende? Fosse per me ci metterei pure gli esempi…