2 dicembre 2007

Giovani, energie rinnovabili – Sandra Savaglio

Cervelli in fuga

Il 18 e il 19 ottobre ho partecipato all’incontro “Giovani, energie rinnovabili”, a Riva del Garda, organizzato dal ministro delle politiche giovani Giovanna Melandri. Il mio intervento è stato nella sessione “Scienze e Tecnica”, sottogruppo “Formazione”.
Mi ha fatto un certo effetto immergermi in una folla di giovani, pieni di energia, come un fiume in piena. Mi ha fatto un po’ di tristezza pensare a quello che potrebbe essere il loro futuro, se l’Italia continuerà ad ignorarli. E’ come dire che questo fiume potrebbe essere usato per generare energia pulita e illuminare un intero villaggio, ma non esiste la tecnologia adatta per farlo. Quindi lasciamo piuttosto che straripi e faccia solo danni.


Questo è anche in pratica il messaggio che il Prof. Massimo Livi Bacci dell’università “Cesari Alfieri” di Firenze, esperto di demografia, ha voluto trasmettere alle centinaia di presenti durante una delle plenarie. Non utilizzare le energie giovanili vuol dire rinunciare allo 0,5-1% del PIL.
La situazione della ricerca in Italia non è molto dissimile dal quadro generale del lavoro. La ricerca Italiana soffre di diverse anomalie, rispetto ad altri paesi avanzati (tipo Francia, UK, USA, Germania). La frazione di scienziati stranieri nel paese è praticamente nulla, mentre il fenomeno di ricercatori che emigrano fa pensare ad una vera e propria emorragia. Per non parlare della mancanza di donne in posizioni di potere. Fatto quasi più grave è l’età media dei professori ordinari nelle università. Sono solo 9 gli ordinari con meno di 35 anni, in tutto il paese.
Una nota positiva ce l’ha offerta il rettore dell’università di Trieste Francesco Peroni, tra i relatori del sottogruppo “Formazione”. Con i suoi 45 anni, è tra i rettori piu’ giovani in Italia (il più giovane?). Eletto probabilmente per sbaglio, o meglio grazie al supporto dei suoi studenti, rapresenta una ventata di freschezza nelle acque stagnanti dell’accademia italiana.
Francesco ci ha fatto notare che uno dei servizi che l’università di Trieste offrirà presto è l’accesso alle valutazioni degli studenti dei vari docenti. Con la potenza di un ‘click’ chiunque potrà sapere quanto vale il prof. XX secondo gli studenti. Un mezzo facile e di grande effetto, già utilizzato nelle università di diversi paesi anglosassoni. Magari un giorno un servizio di questo tipo sarà usato nell’amministrazione pubblica?

6 risposte a “Giovani, energie rinnovabili – Sandra Savaglio”

  1. Filippo ha detto:

    Conosco Francesco Peroni personalmente. Non e’ stato eletto “per sbaglio”. E’ giovane, bravo e anche un abile politicante. Una promessa. Per contro, stronco subito ogni velleita’ di cambiamento sull’universita’ di Trieste (dove mi sono laureato e dottorato): anche con Francesco cambiera’ ben poco.
    Mi spiace dirlo, ma con le baronie ipergarantite da leggi, leggine e commi del feudo universitario -che ha organi interni autosufficienti, almeno il Vaticano e’ stato riconosciuto come Stato autonomo- anche giovani promesse come Francesco possono fare ben poco. Saranno online le valutazioni dei professori, dici? Contasse qualcosa… (la stessa risposta che mi diede il mio Capo di Dipartimento all’epoca del mio dottorato, quando gli feci notare che 3 del 20 migliori articoli dell’Universita’ intera venivano dal nostro dipartimento).

  2. Leonardo Vaghaye ha detto:

    La questa della valutazione da parte degli insegnanti da parte degli studenti stessi è un tema che mi molto caro.
    Nel mio piccolo, rappresento la popolazione studentesca della mia città (studenti delle scuole superiori) e quest’anno grazie alla Consulta attiveremo una campagna per la valutazione di tutti i docenti secondo criteri di competenza, disponibilità e chiarezza. I risultati saranno visibili a tutti, e chissà che a qualche famiglia interessi sapere cosa ne pensano i ragazzi prima di iscrivere il proprio figliolo ad un Istituto piuttosto che ad un altro.
    La nostra però vuole essere una provocazione atta ad aprire il dibattito sull’annosa questione della meritocrazia e non può certo rappresentare una soluzione.
    Perlomeno mi rincuora venire a conoscenza che non siamo gli unici a pensarla in questo modo.

  3. Marco Nucci ha detto:

    Ho 26 anni e sono laureato in economia aziendale V.O.. Grazie alla mia tesi dal titolo “Fare impresa in modo sostenibile”, mi sono avvicinato al mondo delle fonti rinnovabili e ne sono rimasto affascinato a tal punto che da 8 mesi non faccio altro che acquisire conoscenze sul fotovoltaico, eolico (fino a 100 kW) e biogas. Il mio sogno sarebbe quello di riuscire a realizzare questi impianti per conto mio e allo stesso tempo a promueverli a terzi in quanto più siamo e più salvaguardiamo l’ambiente in cui viviamo e più guadagnamo. Vi posso assicurare, però, che questo settore è veramente difficile da affrontare in quanto:
    – sono attività del tutto nuove;
    – tecniche in continua evoluzione;
    – modifiche delle leggi;
    – mancanza di cultura a proposito;
    – mancanza di appoggio da parte delle autorità;
    – ……..
    fino ad oggi sono solo riuscito a diventare procacciatori di affari per tali attività per conto di una azienda. Ho cercato in tutti i modi di fare qualcosa di più ma niente, tra le tante cose l’ Università degli Studi del Molise, ad un concorso per la creazione di impresa a cui ho partecipato (Start cup 2007), ha ritenuto il mio business plan sulle fonti rinnovabili non meritevole di nessun posto in classifica, ovvero c’erano 1°, 2° e 3° classificato più due premi “energia” ed “ambiente” e il mio protetto non è stato ritenuto valido per nessuna di queste possibilità. Per la cronaca, un altro progetto (i negozi si associano a questa ditta così il cliente che ha la tessera di questa ditta avrà diritto ad uno sconto presso i negozi associati) sì è classificato primo, mentre tutti gli altri posti sono risultati vacanti.
    La cosa che mi fà rabbia di più è che abbiamo a disposizione una grandissima opportunità, la riconversione del sistema energetico, che ci potrebbe consentire un miglioramento della qualità della vita, un vantaggio economico, un’ indipendenza energetica e facciamo veramente molto poco.

  4. Filippo ha detto:

    @Marco Nucci.
    Apriti cielo. Il problema energia (quella vera). In Italia, a livello di produzione e di riconversione NON SI STA FACENDO NIENTE. Inutile girarci intorno, N-I-E-N-T-E. Il problema e’ che sta andando avanti cosi’ da troppo tempo, e oramai gli italiani si sono abituati a non avere alcun piano energetico. Ci limitiamo a comperare elettricita’ dall’estero, gas dalla russia e tecnologia solari dai tedeschi (da noi niente ricerca, solo installatori e promoter).
    Mettiti il cuore in pace, non cambiera’ nulla in Italia a meno di un grosso shock energetico. E’ l’unico modo per smuovere decenni di inedia in campo di previsioni energetiche. Io mi sbilancio sulla data di quello shock: tra 12 e 18 mesi, qualora dovesse esserci all’attacco degli USA all’Iran.

  5. Alessandro ha detto:

    Sono un docente a contratto dell’Università di Trieste. I moduli per la valutazione della mia didattica mi sono stati consegnati durante l’esame finale e in numero insufficiente (40 moduli circa per 100 frequentanti). Poi ho chiesto e mi è stato detto che i risultati erano on-line: ci sono, no problem. Mi giudicano abbastanza bravo. Ho visto che ci sono, a pari diritto e con valutazione omogenea e superiore, anche quelli di un professore che ha consegnato il modulo a 2 studenti. Fortuna che non insegno statistica.

  6. Danielle ha detto:

    ……….”Apriti cielo. Il problema energia (quella vera). In Italia, a livello di produzione e di riconversione NON SI STA FACENDO NIENTE. Inutile girarci intorno, N-I-E-N-T-E. Il problema e’ che sta andando avanti cosi’ da troppo tempo, e oramai gli italiani si sono abituati a non avere alcun piano energetico.”………..
    Po essere diverso.
    Ti interesa da aquistare licenza (vera) in campo rinnovabili?????
    danielclaudiu@tre.it